Il libro: “LoveAbility – L’assistenza sessuale per le persone con disabilità”.

Al convegno internazionale autismi tenuto Venerdì 14 e 15 presso il palacongressi di Rimini, è stato presentato il libro ”LoveAbility – L’assistenza sessuale nelle persone con disabilità”.

Il curatore

Maximiliano Ulivieri, project manager nell’ambito del turismo accessibile, blogger, fondatore e presidente dell’Associazione «LoveGiver – Comitato Promotore per l’Assistenza Sessuale».

Gli autori

Debora De Angelis, membro dell’Associazione «LoveGiver– Comitato Promotore per l’Assistenza Sessuale» e candidata al corso di formazione in assistenza sessuale.

Fabrizio Quattrini, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università «G. D’Annunzio» di Chieti-Pescara. Presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma e vicepresidente dell’Associazione «LoveGiver – Comitato Promotore per l’Assistenza Sessuale».

Sergio Lo Giudice, docente di Filosofia e Storia al liceo «Copernico» di Bologna e membro del Comitato scientifico della Fondazione Gramsci dell’Emilia Romagna. Per diversi anni è stato presidente nazionale di Arcigay, di cui è presidente onorario. Senatore del Partito Democratico, membro della Commissione Giustizia e della Commissione Diritti Umani del Senato. Promotore del disegno di Legge 1442 «Disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità» sull’assistenza sessuale per le persone disabili.

Giulia Garofalo Geymonat, ricercatrice in Scienze sociali presso il Dipartimento di Gender Studies dell’Università di Lund in Svezia. Da molti anni si occupa di politiche relative all’industria del sesso nei Paesi europei; è attualmente impegnata in un progetto di ricerca sull’assistenza sessuale per le persone con disabilità.

Maurizio Nada, membro dell’Associazione «LoveGiver – Comitato Promotore per l’Assistenza Sessuale», docente nei corsi per educatori e operatori socio-sanitari, esperto di progettazione sociale e di formazione a distanza, certificatore della formazione professionale Regione Piemonte, giornalista pubblicista, autore di testi e pubblicazioni nell’ambito della disabilità.

libro loveability

Dove acquistarlo:

il libro è in tutte le librerie dal 27 Novembre 2014.

inoltre lo si può acquistare nel sito della Erickson a questa pagina “LoveAbility – L’assistenza sessuale alle persone disabili”.

La sessualità negata

Alessio e Giulia vivono in un paese di diecimila anime nel Nord Italia. Un paese di montagna, dove tutti conoscono tutti. Giulia ed Alessio hanno circa trent’anni e come molte persone della loro età sono innamorate. Hanno interessi e passioni in comune, condividono gli stessi sogni. Sono innamorati, come tutti i ragazzi della loro età.

Ma Alessio e Giulia non possono amarsi. Così hanno deciso le loro famiglie.

Non possono amarsi perché i due ragazzi sono affetti entrambi da un deficit cognitivo. Le loro famiglie hanno deciso che loro non possono, anzi non devono amare. Le loro famiglie hanno deciso che il loro è un amore sbagliato, contro natura.

Hanno deciso che due ragazzi disabili non possono amare, non possono avere sentimenti… e tutto questo perché sono disabili. Sono angeli. Sono eterni bambini. Non possono provare amore per qualcuno che non sia un familiare, o al massimo un educatore.

Per loro questo amore non era amore. Era un qualcosa di pericoloso.

I loro genitori si sono consultati con alcuni psicologi che si occupano di questo tipo di disabilità. Due di loro gli hanno proposto di permettere ai ragazzi di provare ad amarsi. In un ambiente protetto e sicuro. Questo per comprendere cosa intendessero Alessio e Giulia con il termine amore.

Gli psicologi gli hanno spiegato, che a volte, soprattutto in caso di deficit cognitivo, l’amore non è legato al sesso inteso in senso fisico ed ordinario. Spesso il sesso è inteso come coccola o massaggio. Non sempre l’atto sessuale si realizza.

Le loro famiglie hanno deciso di curarli. Curarli con dei farmaci. Curarli con dei farmaci che facciano dimenticare loro i sentimenti. Farmaci che controllano i loro impulsi naturali.

Questi genitori hanno deciso di curare questi ragazzi trattandoli come se fossero affetti da chissà quale grave malattia.

Ma Alessio e Giulia non erano malati, erano innamorati… e forse ora non lo sanno più…altri hanno deciso di fargli dimenticare tutto.

Per proteggerli”.

Vi racconto questa storia non perché voglio giudicare la scelta di questi genitori, ma perché voglio invitarvi a riflettere.

La scelta di questi genitori non è un caso isolato, purtroppo accade spesso che in situazioni come queste, si preferisce “eliminare il problema” piuttosto che affrontarlo.

Questo avviene per svariati motivi, tra cui arretratezza culturale, convinzioni religiose, ma soprattutto per l’assenza di figure professionali che possono aiutare le famiglie e i ragazzi ad affrontare serenamente il tema amore e sessualità.

Le famiglie (ed è comprensibile) hanno paura che i loro figli (da loro visti come eterni bambini) possano “farsi del male” amando ed essendo amati. E non sono pronte ad affrontare questo tema. Le famiglie se pensino alla sessualità pensano all’atto sessuale completo, e non accettano che i loro figli possano avere rapporti sessuali.

Le famiglie, però non sanno che a volte, per alcuni tipi di disabilità, la sessualità è intesa come semplici coccole o dolci massaggi.

Le famiglie non lo sanno perché sono sole, non hanno nessuno che li guidi in questo percorso. Si affidano a psicologi o terapeuti che, a seconda del loro parere personale, decidono se una persona disabili può amare ed essere amata, se non è idoneo curano l’amore come una malattia, se è idoneo il disabile e la famiglia sono abbandonati.

Ma a volte i disabili hanno bisogno di un aiuto concreto, dell’aiuto di un professionista che gli insegni come amare ed essere amato, che gli insegni che amare ed essere amati è una cosa giusta e normale. Serve una figura come l’assistenza sessuale, che aiuti i ragazzi e che sollevi le famiglie da questa problematica, che è comprensibilmente imbarazzate, sia per la famiglia che per il disabile stesso.

Legalizzare la figura dell’’assistenza sessuale è fondamentale per evitare che in futuro si verifichino casi come quello della storia. L’amore non può essere soppresso con i farmaci, i sentimenti non si curano con una pastiglia. I sentimenti vanno affrontati.

Il Fatto Quotidiano: ddl in Senato Assistenza Sessuale

 

Fabrizio e MaxUn assistente sessuale per disabili che aiuti il paziente sia a livello fisico che emotivo ad affrontare l’affettività e l’erotismo. Una figura prevista in molti paesi europei. E’ quanto prevede il disegno di legge presentato oggi al Senato dal parlamentare Sergio Lo Giudice del Pd, firmato da molti altri colleghi come Luigi Manconi, Pietro Ichino di Scelta Civica, Maria Cecilia Guerra, Monica Cirinnà, Marino Mastrangeli, ex M5s. “E’ un evento, un miracolo che questo disegno di legge approdi in Parlamento, speriamo vada in porto, lotteremo per questo”, afferma Max Ulivieri portavoce del comitato promotore e blogger del fattoquotidiano.it. “Non è una figura comparabile alla prostituta o prostituto, dà un sostegno emotivo, umorale oltre che fisico, sarà una figura da formare professionalmente – spiega ancora Ulivieri – E serve a risolvere situazioni difficili in cui le famiglie spesso devono cavarsela da sole”. Si racconta poco, ma le testimonianze sono tante, quelle di madri costrette a masturbare i propri figli per soddisfare un bisogno che se inespresso si trasforma in rabbia e aggressività. Come racconta la scrittrice Giorgia Wurth nel suo romanzo “L’accarezzatrice”  di Irene Buscemi

A questo link il video riassuntivo: http://tv.ilfattoquotidiano.it

In foto: Fabrizio Quattrini e Maximiliano Ulivieri

Assistenza Sessuale alle donne disabili

Parallelozero "Photo Agency International Photo journalism Simone Cerio.

Si parla spesso delle persone con cui l’assistente sessuale potrebbe avere un ruolo importante per un recupero del benessere psico – fisico. Ci dimentichiamo però di sottolineare che l’assistenza sessuale non è certo solo per gli uomini con disabilità ma comprende tutte le varianti possibili. Una di queste può essere anche l’intervento di un’assistente donna con un ragazza disabile. Non solo nel caso di orientamento lesbico, ma anche con donne disabili etero. Questo perché lo scopo principale dell’assistenza sessuale è far scoprire alla persona con disabilità, il piacere che può dare il proprio corpo. Lo scoprire, anche con il gioco, come attivarlo nel suo piacere massimo.

Ecco quindi un reportage di Simone Cerio su questo tipo di sessione tra Debora De AngelisFrancesca Penno.

Il book completo lo trovate qui: http://www.parallelozero.com/reportage/italy-disabled-sexual-assistance-woman-336-0