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Marco, Valeria e quelle carezze

assistente sessuale

Tutto ebbe inizio un giorno di questo freddo inverno, quando con Christian, il mio affidatario, andai a ritirare il pagellino.

Siccome faceva molto freddo, mi recai a scuola con il pullman e poi mi venne a prendere papà e non ricordo bene come, arrivammo a parlare di come io affrontassi il problema della sessualità, visto che non cammino, vedo pochissimo e faccio fatica a muovere le mani. Io gli risposi: “…come a tutti gli uomini gli ormoni impazziscono e ti viene voglia di fare l’amore con una bella ragazza, ma nella mia condizione è tutto più difficile!” lui mi chiese: “ ma tu hai mai provato a masturbarti?” io gli risposi: “…non riesco, o meglio non nel modo corretto! Però Valeria, la ragazza che viene al mattino quando mamma lavora e tu fai il primo turno in Fiat, mi veste e mi porta al pullmino per andare a scuola, è diventata anche la mia assistente sessuale o accarezzatrice!” lui mi chiese: “…scusa, mi puoi spiegare meglio cosa fai tu con lei quando siete soli…” Io gli dissi: “…come ti ho già detto prima i pensieri ci sono, gli ormoni impazziscono, devo poter sfogare ma non riesco a ricorrere alla masturbazione. Quando sono solo con Valeria, mi abbraccia, mi accarezza in dei punti che per me sono inibitori: mi tocca dolcemente dietro la schiena, sulla nuca, mi da dei baci sulle guance molto prolungati, mi dice che mi vuole tanto bene e ci teniamo la mano. Tutto questo a me fa stare bene, riesco a inibire le mie pulsioni sessuali.” Lui mi rispose: “Ma è una cosa bellissima!”. Io con le lacrime agli occhi gli dissi: “…ma come faccio a parlare con lei, da solo, di tutto questo? Lui, “ al mattino quando siete soli con calma gliene puoi parlare.io “ma c’è mio fratello in casa!” lui, “ allora quando siete sotto ad aspettare il pullmino!” io “e si, così sente tutto il vicinato e iniziano i”pettegolezzi, guarda  guarda Marco si sta baciando con Valeria, ora andiamo a dirlo ai suoi.” Il papà mi disse “ vuoi che gliene parlo io appena posso?” io gli risposi si!”

Poi arrivammo a casa, e la mia mamma ci chiese “ ma come mai ci avete messo tutto questo tempo?” il papà le rispose “ci siamo fatti un giro, e abbiamo parlato un’po’’, di una cosa che non mi sarei mai aspettato!” la mia mamma disse “ e che cosa ti ha detto?” lui le rispose “  si tratta di una cosa bellissima, importantissima, delicatissima, che riguarda lui e Valeria non ti posso dire nulla,  quando se lo sentirà, te ne parlerà lui!” mamma  gli rispose “ok!”

Qualche giorno dopo, venne a trovarci una ‘amica . mentre stavamo parlando, la mia mamma esclamò “ bisogna ancora portare le chiavi a Valeria!” il papà gli rispose “non c’è problema gliele porto io!” prima che lui chiudesse la porta, gli dissi “ ricordati di quella cosa!”lui mi disse si, certo!”

A questo punto, sono andato in camera mia a ascoltare la musica.

Dopo un periodo di tempo abbastanza lungo; papà tornò e mi disse “ Marco, Marco, Marco mi ha detto di  si! Lo fa volentierissimo e di non farti nessun tipo di problema!”

Così io andai a dormire non vedendo l’ora che arrivasse l’indomani mattina. Quando lei arrivò si comportò come sempre, sapendo che però il suo affetto mi inibiva l’alibido.

Il venerdì sera mentre la mia mamma mi aiutava a spogliarmi per fare il bagno; mi disse “ma non mi dovevi dire quella cosa tua e di Valeria?” io le risposi “ quando mi sentirò pronto te lo dirò stai serena!”

Mentre mi lavavo, pensavo a quando sarebbe stato il momento più opportuno, e dopo pochi istanti, ebbi deciso che il momento sarebbe stato vicinissimo, appena finivo di lavarmi!

Quando mi fui vestito andai dalla mia mamma e le raccontai la stessa cosa che raccontai al papà qualche giorno prima. E le feci leggere l’articolo che avevo trovato su internet, dal titolo “noi assistenti sessuali delle persone portatrici di handicap”. Quando ebbe finito di leggere ; mi disse “ molto bello e interessante!” io, “ e si, sai chi è la mia assistente sessuale?” lei, “no” io, “ dai è facile, Valeria!”

Lei viene ogni 15 giorni dal lunedì al venerdì solitamente dalle ore . 7. 00 alle ore7.20.

Le nostre poche e semplici regole sono:

1)   Non avere rapporti completi

2)   Baci e carezze a volontà e a vicenda

3)   Dirci senza esitare un attimo se qualcosa ci da fastidio

4)   io posso esplorare il suo corpo senza timore, è lei a fermarmi quando lo ritiene necessario, ma non doloroso per me.

È pronta a tutto, a volte, quando mi toglie i pantaloni del pigiama per mettermi quelli della tuta, poi quando mi deve fare alzare in piedi per tirarmeli su, io sento la necessità di abbracciarla da questa posizione in abituale per me, e deve fare attenzione che non cadiamo tutte e due per terra!

Quando lei non deve o non può venire, ho trovato dei esercizi che posso fare da solo per inibire il piacere sessuale; ascolto le canzoni di Vasco Rossi che ci piacciono a entrambi, mi metto sul letto e mi concentro e dico nella mia mente Valeria sei bellissima,dolcissima, ti voglio tanto bene, accarezzami dolcemente nei punti che tu sai. A forza di fare questi esercizi, in un determinato momento sento le sue mani che mi accarezzano dolcemente anche se lei non è presente in quel preciso istante.

non voglio masturbarmi anche se in qualche modo magari ci riuscirei, perché fare questa azione potrebbe portarmi a illudermi di avere un rapporto completo con lei, cosa che so non avverrà mai e poi mai.

Voglio chiedere a chi ne sa più di me, perché se con Valeria faccio quello che ho scritto in precedenza e non ho rapporti completi la soddisfazione è identica?

Un giorno per far capire ancora meglio alla mia mamma le mie necessità, le ho detto.

 Cara mamma, le soluzioni sono due . 1) ho continuo a fare quello  che sto facendo, o pure mi portate in via del Campo a Genova, ma come dice De Andrè in quella via ci va un illuso, e io non lo sono!

Da quel preciso istante riesco a parlare liberamente anche con la mia mamma della sessualità, anzi, ora lo faccio più con lei che con il papà.

Ora vi propongo come finale il testo della canzone “in via del campo”adattata alla circostanza.

In via pio VII c’è marcolino, gli occhi piccoli color di castagna, a tutti dice la stessa frase. in

Via pio VII c’è una signorina, con le labbra color rugiada, gli occhi neri color della notte. Che forse a Marco potrebbe aiutare.

In via pio VII c’è Valeria, gli occhi grandi color della notte.

Se di far l’amore in quel modo speciale mi vien la voglia basta dirglielo e mi sembra di volar lontano,lontano..

Lei mi dice ti voglio bene tesoro, non credevo che il paradiso fosse li solo al quarto piano.

Io non mi illudo e so che il suo e solo un ruolo, e che non ci potremmo mai sposare.

Se sono triste mi tira su il morale.

Se tutto questo mi fa stare bene lo posso fare.

Ma devo fare attenzione a chi lo racconto.

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© 2014 Maximiliano Ulivieri

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