Secondo Cristiana Bartoli, psicologa dell’Istituto Vaccari di Roma, le famiglie dei disabili mentali considerano il figlio sempre un bambino. E come tale si comportano. In sostanza, la sfera sessuale non viene neanche presa in considerazione. Lo stesso problema si riscontra negli operatori, che non ricevono alcuna formazione in merito. “Magari si potesse considerare la sessualità del disabile come un’esigenza e un diritto – sostiene la dottoressa Bartoli – Su questo tema siamo indietro”

Tratto da “FaiNotizia“.